Sperimentazioni didattiche

Nell’a. s. 2017/2018 continuano ed aumentano le classi di Scuola Primaria che saranno coinvolte nelle attività di Sperimentazione relative ad alcune AVANGUARDIE EDUCATIVE proposte da INDIRE e nello specifico:

L’idea-base della «flipped classroom» è che la lezione diventa compito a casa mentre il tempo in classe è usato per attività collaborative, esperienze, dibattiti e laboratori. In questo contesto, il docente non assume il ruolo di attore protagonista, diventa piuttosto una sorta di “mentor”, il regista dell’azione pedagogica. Nel tempo a casa viene fatto largo uso di video e altre risorse e-learning come contenuti da studiare, mentre in classe gli studenti sperimentano, collaborano, svolgono attività laboratoriali. Il «flipping» non è tanto un approccio pedagogico, quanto una filosofia da usare in modo fluido e flessibile, a prescindere dalla disciplina o dal tipo di classe.

 Il «debate» è una metodologia che permette di acquisire competenze trasversali («life skill»), che smonta alcuni paradigmi tradizionali e favorisce il cooperative learning e la peer education non solo tra studenti, ma anche tra docenti e tra docenti e studenti. Il debate consiste in un confronto nel quale due squadre (composte ciascuna di due o tre studenti) sostengono e controbattono un’affermazione o un argomento dato dall’insegnante, ponendosi in un campo (pro) o nell’altro (contro). L’argomento individuato è tra quelli raramente affrontati nell’attività didattica tradizionale. Dal tema scelto prende il via un vero e proprio dibattito, una discussione formale, non libera, dettata da regole e tempi precisi, per preparare la quale sono necessari esercizi di documentazione ed elaborazione critica; il debate permette agli studenti di imparare a cercare e selezionare le fonti, sviluppare competenze comunicative, ad autovalutarsi, a migliorare la propria consapevolezza culturale e, non ultimo, l’autostima. Il debate allena la mente a considerare posizioni diverse dalle proprie e a non fossilizzarsi su personali opinioni, sviluppa il pensiero critico, allarga i propri orizzonti e arricchisce il personale bagaglio di competenze. Acquisire «life skill» da giovani permetterà una volta adulti di esercitare consapevolmente un ruolo attivo in ogni processo decisionale. Al termine del confronto l’insegnante valuta la prestazione delle squadre assegnando un voto che misura le competenze raggiunte. Nelle gare di debate, per gli obiettivi che la metodologia si prefigge, non è consentito alcun ausilio di tipo tecnologico.

Lo «Spaced learning» è una particolare articolazione del tempo della lezione che prevede tre momenti di input e due intervalli. Nel primo input l’insegnante fornisce le informazioni che gli studenti devono apprendere durante la lezione. La durata dell’input non è predeterminata (anche se è nota la difficoltà di tener viva l’attenzione dei ragazzi per oltre 10-15 minuti). Questo primo momento è seguito da un intervallo di 10 minuti , durante i quali non deve esser fatto alcun tipo di riferimento al contenuto della lezione. Nel secondo input l’insegnante rivisita il contenuto della prima sessione cambiando però il modo di presentarlo (ad es. usando esempi differenti tra loro e/o connotati da elevata interattività). Nel secondo intervallo si applicano gli stessi principi del primo, lasciando un tempo di riposo/relax di circa 10 minuti . Nell’intervallo l’attività può essere una declinazione della precedente. Anche in questo momento è importante che l’attività non sia correlata al contenuto della lezione. Nel terzo input l’insegnante rimane sul contenuto della prima sessione, ma propone attività centrate sullo studente: i ragazzi saranno chiamati a dimostrare di aver acquisito il contenuto condiviso nei primi input applicando le conoscenze in contesti di esercitazione o situazioni-problema. Il docente verifica infine l’effettiva comprensione del contenuto della lezione da parte degli studenti.

Proseguirà e sarà implementata in un maggior numero di classi anche la sperimentazione definita Lesson Study – lezione osservata che verrà attuata privilegiando il confronto tra i docenti in una prospettiva verticale.

La suddetta sperimentazione è stata prevista all’interno della convenzione con il Memo ed è attuata in collaborazione con esperti – formatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia, con la previsione , dall’a.s. 2017/2018, di poterla realizzare non solo rispetto alla disciplina della Matematica, ma anche dell’Italiano.

Consiste nella sperimentazione di un metodo di formazione in servizio che prevede la progettazione collettiva di una lezione, la realizzazione della lezione in presenza di osservatori del gruppo di progetto e l’analisi successiva della lezione, realizzata dal gruppo di progetto.

Il metodo è mutuato dall’esperienza di Paesi di cultura confuciana, dove si afferma come metodologia di formazione iniziale e soprattutto di formazione in servizio dei docenti. Si è diffuso anche in Occidente, nel mondo anglosassone e statunitense, dove è stato poi strutturato a partire da alcune teorie dell’apprendimento come quelle costruttiviste e socio-costruttiviste e viene utilizzato per orientare la progettazione e la pratica didattica su obiettivi specifici molto dettagliati, individuando “oggetti” di apprendimento.

Tale modello, orientato alla formazione degli insegnanti, è stato trasposto nel contesto scolastico italiano.

Gli obiettivi della ricerca:

  • ripensarsi e rivedere le proprie prassi didattiche
  • analizzare la metodologia di lavoro affinché risulti efficace per lo sviluppo delle competenze didattiche dei docenti
  • verificare i limiti e le possibilità della metodologia didattica applicata alla matematica ma riutilizzabile anche per altre discipline
  • creare possibilità di formazione nelle singole scuole attraverso gruppi di docenti promotori e facilitatori della costruzione di nuove competenze didattiche.

Il metodo sillabico è un metodo di avvio e promozione del processo di alfabetizzazione incentrato sull’utilizzo di sillabe. Tale metodo si propone di utilizzare la consapevolezza sillabica per favorire il raggiungimento di una matura consapevolezza fonemica.

Nell’anno scolastico 2016 /2017, in alcune scuole di Modena, è stata effettuata la sperimentazione del metodo con il supporto della Dottoressa Bertelli e dei suoi collaboratori. Nell’anno scolastico 2017/2018 è stata data la possibilità, alle insegnanti che lo hanno richiesto, di poter essere supportate, nella pratica del metodo, dalle insegnanti che hanno partecipato alla precedente sperimentazione.

In seguito alla formazione realizzata dall’ Ambito 9 di Modena con l’esperta H. Creek, alcune docenti dell’IC7 sperimenteranno il CLIL, ossia una metodologia che usa L2 per trasmettere contenuti disciplinari. Usare una lingua che non appartiene al nostro background culturale, permette di concentrarsi sugli argomenti trattati, facilitando gli apprendimenti. Le attività proposte durante la sperimentazione saranno: visione di video in lingua inglese, analisi in piccoli gruppi di schede in L2 , individuazione di parole chiave e produzione di glossario.

Il progetto sperimentale si svolgerà secondo quanto dettagliato nella Macroarea Linguistica.

Il progetto sperimentale è finalizzato ad implementare la scelta consapevole della Scuola Secondaria di II Grado.

Saranno realizzati dei laboratori rivolti a un ristretto gruppo di studenti delle seconde classi delle seconde medie ( per la nostra Istituzione Scolastica, nello specifico la 2^ F del plesso “L. Guidotti”), in cui i ragazzi potranno conoscere, attraverso attività didattiche specifiche, le discipline caratterizzanti i diversi indirizzi scolastici delle scuole superiori.

Le scuole su cui sperimentare il percorso laboratoriale intensivo sono state selezionate dai Dirigenti scolastici di ambito, in accordo con l’Ufficio Scolastico Provinciale, attraverso docenti da loro delegati alla progettazione. Le scuole hanno sede nel territorio di competenza della Fondazione CRModena.

Complessivamente parteciperanno al progetto solo 18 classi seconde delle scuole selezionate nella provincia di Modena.

Il progetto sperimentale si svolgerà secondo quanto dettagliato nella Macroarea Inclusione e Orientamento.

DISCIPLINE INTERESSATE: ITALIANO E MATEMATICA

Questo progetto a “classi aperte” permette di ampliare l’offerta formativa in funzione dei bisogni cognitivi individuali destinando alcune attività didattiche al recupero, consolidamento e potenziamento di alcune discipline, nella fattispecie: Italiano e Matematica.

L’organizzazione di gruppi per livelli di competenza facilita la risposta alle richieste dei diversi stili cognitivi e consente la progettazione di interventi didattici funzionali e, attraverso la differenziazione dei percorsi, permette di effettuare potenziamento e recupero in maniera programmata, senza risorse aggiuntive richieste alle famiglie. Destinatari del progetto saranno le classi seconde che sono state accoppiate e saranno riorganizzate in gruppi per livelli di competenza secondo il seguente schema: 2A /2E e 2C / 2D.

La possibilità di interagire con docenti diversi dai propri rappresenterà, inoltre, l’occasione per misurarsi con diverse modalità comunicative ed operative. L’incontro di ragazzi provenienti da classi diverse offrirà occasioni di confronto, socializzazione, integrazione.

Le “classi aperte” permettono, infatti, di liberare molte energie creative, sia negli insegnanti sia negli studenti, anche attraverso l’emulazione e una sana competizione tra alunni di classi diverse.

È previsto pure il ricorso al COOPERATIVE LEARNING: modalità di gestione democratica della classe che definisce in modo approfondito il metodo di insegnamento “Democrative Lewiniano” essenzialmente centrato su gruppi di lavoro eterogenei e costruttivi, sull’effettiva interdipendenza positiva dei ruoli e sull’ uguaglianza delle opportunità di successo per tutti.

Si sperimenterà anche il PEER TUTORING/PEER EDUCATION, ossia gruppi che lavorano su un argomento specifico e in cui coesistono alunni con diversi livelli di apprendimento sulla tematica.

Il progetto sperimentale si svolgerà secondo quanto dettagliato nella Macroarea Linguistica e nella Macroarea Matematico – Scientifica .

La classe 2^B , non avendo a disposizione un’ altra classe seconda con cui sperimentare , effettuerà il progetto sperimentale interdisciplinare “ALIMENTAZIONE E TERRITORIO – tra storia, tradizione e scienza” che prevede il ricorso a metodologie quali la “ peer education” e/o il “ cooperative learning” per elaborazione/rielaborazione di testi che permettano un potenziamento della padronanza linguistica tramite l’utilizzo di strategie analogiche e digitali apprese pure durante il workshop “Fra oralità e scrittura : riAPPropriamoci della padronanza linguistica” tenuto da G. Benassi durante il 1° Meeting IC7 “Inclusione Digitale”.

anno scolastico 2016-17

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